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L'offerta di €31,4 miliardi di Intesa per Monte dei Paschi dipende dal voto degli azionisti del 29 ottobre
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In breve
Intesa Sanpaolo non ha ancora completato l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena (MPS); l'esito ora dipende da un'assemblea straordinaria degli azionisti di MPS fissata per il 29 ottobre 2026. Intesa ha aumentato la sua offerta globale a €31,4 miliardi, ma afferma che si ritirerà se gli azionisti di MPS approvassero il piano del rivale amministratore delegato Luigi Lovaglio per fare un'offerta per Banco BPM e Banca Generali.
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Intesa Sanpaolo, la più grande banca italiana, non ha completato l'offerta di acquisizione di Monte dei Paschi di Siena (MPS). Al 18 ottobre 2026, l'operazione rimane contestata e sarà decisa nell'assemblea straordinaria degli azionisti di MPS programmata per il 29 ottobre, secondo le comunicazioni delle relazioni con gli investitori di Intesa e i media finanziari italiani.
Cosa offre Intesa
Intesa ha lanciato un'offerta pubblica non richiesta di acquisto e scambio per l'intero capitale di MPS l'8 giugno 2026, valutando la società target a €30,6 miliardi. I termini originali offrivano agli azionisti di MPS 16 azioni neoemesse di Intesa per ogni 10 azioni di MPS conferite, più €1,0 in contanti per azione di MPS — un prezzo implicito di €10,091 per azione, circa il 12,5% superiore al prezzo di chiusura di MPS il 5 giugno 2026, secondo il comunicato stampa ufficiale di Intesa Sanpaolo.
Il 3 ottobre 2026, il consiglio di amministrazione di Intesa ha aumentato la quota in contanti di €0,25 per azione, portandola a €1,25 per azione. Ciò porta il valore totale dell'offerta a €31,4 miliardi se pienamente accettata — €27,6 miliardi in azioni Intesa e €3,8 miliardi in contanti — secondo un rapporto di Adnkronos sulla decisione del consiglio.
Intesa ha allegato una condizione all'offerta migliorata: diventa nulla se l'assemblea di MPS approva il piano di Lovaglio per fare un'offerta per Banco BPM e Banca Generali, insieme all'aumento di capitale correlato e alla riduzione volontaria di capitale, secondo quanto riportato da Adnkronos e Il Sole 24 Ore. Intesa ha affermato che farebbe valere questa condizione piuttosto che rinunciarvi se gli azionisti sostengono il piano rivale, secondo Adnkronos.
Il piano rivale in discussione il 29 ottobre
L'amministratore delegato di MPS Luigi Lovaglio sta perseguendo una strategia alternativa costruita attorno alla fusione della stessa MPS con Mediobanca — completata nel 2025 dopo che MPS ha acquisito l'86,33% di Mediobanca, secondo il riassunto di Wikipedia sulla transazione — più nuove offerte pubbliche di scambio per Banco BPM e Banca Generali, un dividendo speciale di circa €4 miliardi e una riduzione volontaria di capitale. Il Sole 24 Ore ha riportato che le due risoluzioni di offerta di scambio richiedono l'approvazione di due terzi del capitale presente all'assemblea, e con un'affluenza prevista di circa il 70%, circa il 47% del capitale con diritto di voto dovrebbe sostenerle.
Due società di consulenza proxy hanno raccomandato contro il piano di Lovaglio. Glass Lewis, in un parere trattato da businesspeople.it, ha consigliato agli investitori istituzionali di votare contro le offerte per Banco BPM e Banca Generali, il dividendo speciale e la riduzione di capitale, mentre sostiene la fusione con Mediobanca già completata. Glass Lewis ha scritto che "i potenziali benefici della strategia di MPS non sembrano sufficientemente convincenti, in termini di rapporto rischio/rendimento." ISS ha emesso una raccomandazione simile, secondo lo stesso rapporto.
Come si posizionano i principali azionisti
L'opposizione al piano di Lovaglio tra i principali azionisti di MPS ha superato un terzo del capitale a metà ottobre, secondo Milano Finanza e businesspeople.it. Il governo italiano, che mantiene ancora una partecipazione in MPS dopo averla ridotta al di sotto del 20% entro la fine del 2024 per rispettare gli impegni di privatizzazione dell'UE (secondo Wikipedia), e Banco BPM, che a sua volta detiene una partecipazione in MPS, hanno entrambi affermato che si asterranno, secondo Il Sole 24 Ore.
| Azionista | Partecipazione in MPS | Posizione dichiarata |
|---|---|---|
| Delfin (famiglia Del Vecchio) | 17,5% | Si oppone al piano di Lovaglio; ha assunto Lazard per una revisione indipendente |
| Gruppo Caltagirone | 10,26% | Si oppone al piano di Lovaglio |
| Fondazione MPS | 0,2% | Sostiene l'offerta di Intesa (annunciata il 16 ott.) |
| Governo italiano | ~4,8% | Si astiene |
| Banco BPM | ~3,7% | Si astiene |
La fondazione di Siena si distacca dalla gestione
La Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che una volta deteneva la maggioranza di MPS e ora possiede circa lo 0,2% delle sue azioni, ha annunciato il 16 ottobre 2026, che intende sostenere l'offerta di Intesa piuttosto che il piano di Lovaglio. Il presidente della fondazione Riccardo Coppini ha affermato che la proposta andrà al consiglio amministrativo della fondazione il 23 ottobre per una valutazione formale "positiva dell'acquisizione", secondo Milano Finanza.
La mossa ha scatenato critiche politiche a Siena. La Nazione ha riportato che l'ex sindaco Bruno Valentini ha accusato la fondazione di abbandonare Lovaglio, mentre la fazione "Radici per il futuro" del Partito Democratico locale e il Movimento Cinque Stelle hanno affermato che la fondazione non aveva garantito impegni concreti sui posti di lavoro, il futuro della sede di Rocca Salimbeni o l'accesso al credito locale. I gruppi della società civile Pietraserena e Buongoverno MPS hanno chiesto alla fondazione di spiegare pubblicamente la sua decisione, secondo lo stesso rapporto.
Contesto: dal salvataggio statale al bersaglio di acquisizione
MPS, che ha le sue origini in un monte di pietà fondato nel 1472, è stata ricapitalizzata dello Stato italiano nel luglio 2017 con €8,1 miliardi dopo un tentativo fallito di salvataggio privato, rendendo il governo il suo proprietario di maggioranza con circa il 64%, secondo Wikipedia. Il Tesoro ha ridotto quella partecipazione in fasi — al 39% nel novembre 2023, al 26,7% nel marzo 2024 e all'11,7% nel novembre 2024 — prima di scendere al di sotto del tetto del 20% richiesto dalle norme dell'UE sugli aiuti di Stato entro la fine del 2024.
Intesa inquadra l'acquisizione come la creazione di uno dei più grandi gruppi bancari europei, che servono più di 27 milioni di clienti con circa €2 trilioni in attività finanziarie dei clienti entro il 2029, con sinergie annuali proiettate di €2,9 miliardi, secondo il suo comunicato stampa ufficiale. Lo stesso comunicato elenca le approvazioni normative che vanno da settembre a dicembre 2026, con completamento mirato entro la fine dell'anno — una tempistica che ora dipende dall'esito del voto di MPS del 29 ottobre.
Domande
- Intesa Sanpaolo ha completato l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena?
- No. Al 18 ottobre 2026, l'operazione non era stata completata. Dipende dal voto degli azionisti di MPS del 29 ottobre 2026, e Intesa ha fissato le approvazioni normative e la chiusura per la finestra settembre–dicembre 2026.
- Quanto sta offrendo Intesa Sanpaolo per MPS?
- L'offerta rivista di Intesa, approvata il 3 ottobre 2026, ammonta a €31,4 miliardi se pienamente accettata: 16 azioni Intesa più €1,25 in contanti per ogni 10 azioni di MPS conferite, secondo Adnkronos e le comunicazioni delle relazioni con gli investitori di Intesa.
- Perché l'offerta di Intesa potrebbe crollare?
- Intesa ha affermato che l'offerta diventa nulla se gli azionisti di MPS approvano il piano alternativo dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio — offerte di scambio per Banco BPM e Banca Generali, un dividendo speciale e una riduzione di capitale — all'assemblea del 29 ottobre, secondo Adnkronos e Il Sole 24 Ore.
- Cosa hanno raccomandato i consulenti proxy ISS e Glass Lewis?
- Entrambi hanno raccomandato agli azionisti di MPS di votare contro le offerte per Banco BPM e Banca Generali, il dividendo speciale e la riduzione di capitale, mentre sostengono la fusione completata di MPS con Mediobanca, secondo un rapporto di businesspeople.it.
- Perché la Fondazione Monte dei Paschi di Siena è importante se possiede solo lo 0,2% di MPS?
- La fondazione ha storicamente detenuto una partecipazione di maggioranza in MPS fino a un decennio fa, quindi la sua decisione del 16 ottobre 2026 di sostenere l'offerta di Intesa ha un peso simbolico e politico a Siena anche se la sua partecipazione attuale è piccola, secondo Milano Finanza e La Nazione.
Come lo racconta il mondo
- ItalianoLa stampa finanziaria e locale italiana (Milano Finanza, Il Sole 24 Ore, La Nazione, Adnkronos) inquadra la storia principalmente come un referendum all'assemblea di MPS del 29 ottobre tra l'offerta di Intesa e il piano di Banco BPM/Banca Generali dell'amministratore delegato Lovaglio, con una forte attenzione alle opinioni dei consulenti proxy, alle percentuali di azionariato e alle conseguenze politiche a Siena per lo spostamento della fondazione verso Intesa.
Fonti
- Milano Finanza — "Mps, cade l'ultimo baluardo: anche la Fondazione aderirà all'Opas di Intesa Sanpaolo"
- La Nazione — "Cortocircuito istituzionale, dibattito incandescente"
- Il Sole 24 Ore — "Intesa Sanpaolo board meets, possible relaunch of MPS takeover bid"
- Adnkronos — "Intesa Sp, Cda Opas Mps: +25 cent per azione"
- Businesspeople.it — "Mps, anche Glass Lewis boccia il piano: ora un nuovo Cda"
- Intesa Sanpaolo Group — "Tender offer on MPS to create one of Europe's leading banking groups"
- Wikipedia — "Banca Monte dei Paschi di Siena"
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