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La Corte Suprema spagnola blocca i diritti di voto per 163.020 cittadini della "legge dei nipoti"
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![Proposed Coat of Arms of the Cortes Generales [General Courts] (Spain) Report of the Academy of Genealogy and Heraldry of Madrid (1999)](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b1/Coat_of_Arms_of_the_Cortes_Generales.svg/1280px-Coat_of_Arms_of_the_Cortes_Generales.svg.png)
In breve
La Corte Suprema spagnola ha confermato una sospensione che impedisce a 163.020 persone che hanno acquisito la cittadinanza spagnola secondo la "Ley de Nietos" di votare nelle elezioni generali del 29 novembre 2026. La corte ha respinto un ricorso dell'Ufficio dell'Avvocato di Stato, stabilendo che la preservazione dell'accuratezza del registro elettorale ha la precedenza, per il momento, sul diritto individuale di voto dei colpiti.
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La Corte Suprema spagnola ha stabilito il 12 ottobre 2026 che 163.020 cittadini spagnoli naturalizzati di recente registrati nel censimento degli elettori esterni non possono votare alle elezioni generali previste per il 29 novembre. La Camera del Contenzioso Amministrativo, Sezione Quarta, ha respinto un ricorso dell'Ufficio dell'Avvocato di Stato e ha mantenuto in vigore una sospensione cautelare ordinata inizialmente il 10 settembre.
Cosa ha deciso la corte
La sospensione si applica alle registrazioni nel Censimento dei Residenti Assenti (CERA), il registro elettorale utilizzato dagli spagnoli che vivono all'estero. Secondo le cifre citate nella copertura mediatica spagnola della sentenza, 163.020 persone che si erano registrate nel CERA attraverso la controversa rotta di naturalizzazione erano colpite dalla chiusura del censimento il 12 ottobre, su circa 544.722 persone che avevano ottenuto la cittadinanza attraverso questo percorso e 369.017 che si erano iscritte al CERA complessivamente entro giugno 2026.
La corte ha affermato che la sentenza non priva nessuno della cittadinanza spagnola stessa. Ciò che viene sospeso è una conseguenza specifica di quella cittadinanza: l'inclusione nel censimento elettorale per questa particolare elezione. Secondo la copertura di Infobae della sentenza, i giudici hanno descritto la minaccia all'integrità del processo elettorale come un "pericolo fondato, reale e grave" per l'obiettività e la trasparenza del censimento.
Contesto: la "legge dei nipoti"
La disputa risale alla Legge sulla Memoria Democratica della Spagna, approvata nell'ottobre 2022, che consente a figli e nipoti di spagnoli che sono andati in esilio durante la Guerra Civile e la dittatura franchista di rivendicare la cittadinanza spagnola. Poco dopo l'entrata in vigore della legge, un'istruzione attribuita a Sofía Puente, un'alta funzionaria del ministero della giustizia, ordinava agli uffici del registro di presumere lo status di esule per chiunque avesse lasciato la Spagna tra il 1936 e la fine del 1955, senza richiedere prove documentali che la partenza fosse politicamente motivata.
Vox e l'organizzazione Iustitia Europa hanno contestato questa istruzione e hanno chiesto alla Corte Suprema misure cautelari contro di essa. La corte ha concesso la sospensione il 10 settembre e l'ha ora confermata prima del voto di novembre.
Il governo e i pubblici ministeri volevano farla revocare
L'Ufficio dell'Avvocato di Stato e l'Ufficio del Pubblico Ministero hanno entrambi chiesto alla Corte Suprema di revocare la sospensione, sostenendo che era praticamente impossibile revisionare i circa 163.000–170.000 fascicoli colpiti individualmente prima delle elezioni. La corte ha respinto questo argomento, dicendo che l'Amministrazione non aveva sufficientemente chiarito quali misure aveva adottato per eseguire l'ordine di settembre nel mese successivo. Uno dei sei magistrati del collegio ha dissenzionato dalla sentenza, secondo la relazione sulla decisione.
Il ministro dell'interno Fernando Grande-Marlaska ha criticato l'esito, dicendo che sembrava che il diritto di voto non fosse considerato molto importante da alcuni.
Perché è importante per le elezioni del 29 novembre
Le fonti spagnole che coprono la sentenza notano un'sovrapposizione con le elezioni generali del 2023: le stime basate sulla partecipazione storica di circa il 9% tra gli elettori esterni suggeriscono che circa 14.700 persone che hanno votato nel 2023 non sarebbero in grado di votare nel 2026 secondo l'attuale sospensione, perché la loro registrazione rientra nella categoria controversa. Il censimento complessivo degli elettori esterni spagnoli (CERA), che copre tutti i paesi e le rotte di naturalizzazione, è cresciuto di circa il 17,7% tra le elezioni del 2023 e del 2026; secondo la relazione di Infobae, gran parte — sebbene non tutto — di questo aumento è collegato all'istruzione del 2022 sulla presunzione di esilio.
Secondo la sentenza, le persone colpite dalla sospensione possono comunque votare se riescono a documentare che la partenza del loro antenato dalla Spagna fosse veramente per motivi di esilio, piuttosto che fare affidamento sulla presunzione generale dal 1936–1955 stabilita nella contestata istruzione del 2022.
| Dato | Numero | Cosa rappresenta |
|---|---|---|
| Acquisizioni di cittadinanza secondo la legge | 544.722 (entro giugno 2026) | Persone che hanno ottenuto la cittadinanza spagnola attraverso la rotta della "legge dei nipoti" |
| Registrazioni CERA complessive | 369.017 | Iscrizioni totali al censimento degli elettori esterni collegato a questo percorso entro giugno 2026 |
| Colpiti dalla chiusura del censimento il 12 ottobre | 163.020 | Iscritti al CERA i cui diritti di voto rimangono sospesi per le elezioni del 29 novembre |
| Elettori stimati del 2023 ora esclusi | ~14.700 (stima) | Basato sulla partecipazione storica di circa il 9% tra gli elettori esterni |
| Crescita dell'intero censimento esterno spagnolo, 2023–agosto 2026 | +17,7% | Crescita dell'intera lista CERA (tutti i paesi/percorsi); i rapporti dicono che gran parte, ma non tutto, è collegata all'istruzione del 2022 |
Cosa resta irrisolto
La sentenza è una misura cautelare, non una sentenza definitiva sulla legittimità dell'istruzione del 2022 o sulla portata più ampia della "legge dei nipoti". Il caso di base sulla questione se l'istruzione ha correttamente attuato la Legge sulla Memoria Democratica rimane in sospeso davanti ai tribunali. Il governo ha indicato che potrebbe continuare a contestare la sospensione, mentre Vox e Iustitia Europa sostengono che protegge l'integrità del registro elettorale.
Domande
- Cos'è la "ley de nietos" della Spagna?
- Si riferisce alle disposizioni della Legge sulla Memoria Democratica del 2022 della Spagna che consentono a figli e nipoti di spagnoli esiliati durante la Guerra Civile e la dittatura franchista di ottenere la cittadinanza spagnola.
- La sentenza della Corte Suprema priva qualcuno della cittadinanza spagnola?
- No. La corte ha affermato che la sentenza non influisce sulla cittadinanza già concessa; sospende solo la registrazione di questi cittadini nel censimento elettorale CERA per le elezioni del 29 novembre.
- Quante persone sono colpite dalla sospensione del diritto di voto?
- Secondo le cifre citate nella copertura della sentenza, 163.020 persone registrate nel Censimento dei Residenti Assenti attraverso questa rotta di naturalizzazione sono colpite dalla sospensione.
- Alcuni dei colpiti possono ancora votare?
- Sì — coloro che sono in grado di documentare che la partenza del loro antenato dalla Spagna fosse veramente per motivi di esilio, piuttosto che fare affidamento sulla presunzione generale dal 1936–1955, possono comunque essere inclusi.
- Chi ha chiesto la sospensione del diritto di voto?
- I partiti Vox e l'organizzazione Iustitia Europa hanno richiesto la misura cautelare, che la Corte Suprema ha concesso per la prima volta il 10 settembre 2026 e confermato il 12 ottobre nonostante le obiezioni dell'Ufficio dell'Avvocato di Stato e dell'Ufficio del Pubblico Ministero.
Come lo racconta il mondo
- SpagnoloLe fonti spagnole inquadrano la storia come uno scontro istituzionale tra la Corte Suprema e il governo Sánchez prima delle elezioni del 29 novembre, enfatizzando l'entità delle registrazioni CERA sospese, le critiche del ministro degli Interni e la controversia legale irrisolta sulla istruzione del 2022 sulla presunzione di esilio.
Fonti
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